Pubblicando questo intervento di Ada Marra ricordiamo che il Partito socialista svizzero sostiene il SÌ alla RFFA e che il PS Ticino lascia libertà di voto. Su questo tema, per favorire il dibattito all’interno della Sezione, abbiamo già pubblicato nella rubrica del sito dedicata agli spunti, l’opinione di Graziano Pestoni, Carlo Lepori e di Martino Rossi.
La Riforma fiscale e sul finanziamento dell’AVS (RFFA) ha tre vantaggi: rafforzamento del finanziamento dell’AVS, fine degli statuti fiscali speciali, redistribuzione di un miliardo di franchi a Cantoni e Comuni.
La RFFA è un accordo e un compromesso trovato nel Parlamento federale, che risponde a due problemi maggiori: l’insufficiente finanziamento dell’AVS a seguito del pensionamento dei figli del baby boom e l’imposizione fiscale troppo bassa per le multinazionali, che contravviene alle regole fiscali internazionali, per cui se la Svizzera non trova una soluzione finirà sulla lista nera dell’Unione europea.
La Svizzera, come altri Paesi, ha praticato una politica fiscale internazionale aggressiva per tanti anni, applicando dei tassi d’imposizione molto bassi. Si tratta degli statuti fiscali speciali. La Svizzera in tal modo ha privato di entrate fiscali altri Stati.
Nel contempo le piccole e medie imprese svizzere sono sottoposte a un tasso d’imposizione fiscale più alto. La fine di questi statuti fiscali speciali è dunque una buona cosa, tanto dal profilo internazionale, quanto a livello svizzero, dato che le nostre imprese piccole e medie non saranno più svantaggiate rispetto alle multinazionali.
La fine degli statuti fiscali speciali comporta due effetti a livello svizzero: la maggioranza dei Cantoni hanno rivisto i loro tassi di imposizione delle imprese rendendoli univoci e il Parlamento federale ha rivisto gli strumenti fiscali a disposizione delle imprese. Con un referendum nel 2017 abbiamo combattuto con successo i privilegi fiscali per le imprese decisi allora dal Parlamento. Dopo il successo del referendum il Parlamento ha fatto una riforma fiscale più ragionevole, inquadrando e limitando i privilegi fiscali, addirittura eliminandoli in taluni casi. Penso qui all’aumento dell’imposizione dei dividendi dal 50% al 70% a livello federale.
Per compensare la perdita di entrate determinate dalla RFFA, Cantoni e Comuni riceveranno un miliardo di franchi annui di compensazioni da parte della Confederazione: certo rimangono dei problemi di nicchie fiscali, ma è stato evitato un salasso.
Aggiungiamo il fatto che per ogni franco di riduzione fiscale per le imprese determinato dalla RFFA, un franco dovrà essere versato all’AVS. Non meno di 2 miliardi di franchi all’anno finiranno nel fondo AVS, che presenta un disavanzo crescente a causa dell’aumento della speranza di vita e del pensionamento dei figli del baby boom. La situazione dell’AVS si deteriora da dieci anni a questa parte. Dal 2014 vi è un deficit strutturale: i versamenti degli assicurati e i finanziamenti pubblici non bastano a finanziare il versamento delle rendite. Il deficit previsto per il periodo 2021-2030 sarebbe di 53 miliardi di franchi: la RFFA lo riduce a 23 miliardi, coprendo quindi il 57% del finanziamento mancante.
I 2 miliardi annui versati all’AVS provengono da 3 fonti di finanziamento:
- 800 milioni di franchi dalle imposte e dall’IVA (senza aumenti dei tassi)
- 600 milioni di franchi dall’aumento dello 0,15% dei contributi AVS a carico delle aziende
- 600 milioni di franchi dall’aumento dello 0,15% dei contributi AVS a carico dei lavoratori.
Lo sapete bene, la minaccia dell’aumento dell’età di pensionamento delle donne e la riduzione delle rendite sono le proposte di una parte della destra, contro le quali ci batteremo con il referendum. Con la RFFA avremmo 7 anni per trovare una soluzione equilibrata, che non tocchi l’età di pensionamento e le prestazioni AVS.
Come si può dire no a un progetto che abolisce i privilegi fiscali, che assicura all’AVS un certo numero di anni di funzionamento senza peggiorare le prestazioni e che redistribuisce ai Comuni e ai Cantoni un miliardo di franchi annui?
Il 19 maggio votiamo SÌ alla RFFA!
Ada Marra, consigliera nazionale PS Vaud