Ricordiamo che il Partito socialista svizzero sostiene il SÌ alla RFFA e che il PS Ticino lascia libertà di voto.

Il pacchetto «Riforma fiscale e al finanziamento dell’AVS» (RFFA) comprende due parti, legate dall’esigenza di non favorire solo le imprese con la riforma fiscale, ma anche la popolazione con il sostegno all’AVS. Per decidere se appoggiare la RFFA, è importate essere convinti di tutte e due le parti!

1. La riforma fiscale – Non è la riforma della fiscalità delle imprese 3
Le riforme della fiscalità delle imprese (RFI) sono state un trionfo degli sgravi fiscali alle imprese.
La RFI-1 ha permesso ai Cantoni di introdurre i famigerati statuti speciali con cui le imprese con attività all’estero non pagano imposte su quei redditi. La sinistra ne ha sempre chiesto l’abolizione. Ora possiamo ottenerla ed è il punto principale a favore della RFFA.
La RFI-2 ha introdotto l’imposizione ridotta dei dividendi e la possibilità di distribuire utili esentasse: si tratta di centinaia di miliardi distribuiti esentasse!
La RFFA innalza l’imposizione dei dividendi al 70% per la Confederazione e al minimo al 50% per i Cantoni. Inoltre le imprese possono distribuire utili esenti da imposta solo se distribuiscono dividendi imponibili di pari importo. Risultati parziali rispetto alle richieste del PSS, ma un passo importante nella buona direzione.
La RFI-3 voleva compensare la fine dei privilegi fiscali con una serie di sgravi e l’abbiamo combattuta con successo! Con la RFFA restano pochi sgravi e limitati: i Cantoni potranno imporre in maniera ridotta i redditi da brevetti («patent box») e accettare deduzioni supplementari delle spese per la ricerca in Svizzera nella misura del 50%. Deduzioni non contestate a livello internazionale. Gli sgravi sono limitati al 70% dell’utile. Anche in questo caso, risultati parziali rispetto alle richieste del PSS, ma passi importanti nella buona direzione.
La Confederazione non concede nessuno sgravio alle imprese! Ma aumenta di un miliardo il riversamento ai Cantoni dell’imposta federale diretta (per il Ticino ca 33 milioni), per permetter loro di diminuire l’aliquota fiscale per le imprese, con l’obbligo di favorire anche i Comuni. I due miliardi di perdite di cui si parla, comprendono una stima degli effetti cantonali.
La RFFA chiarisce le regole ed è preferibile a una concorrenza al ribasso tra i Cantoni, che sarebbe la conseguenza di un No. Toccherà a noi combattere nei Cantoni (come fatto con successo a Berna) le riduzioni eccessive dell’aliquota per le imprese!

2. Il finanziamento dell’AVS – Buona misura a corto termine
L’AVS è basata sul principio della circolazione: i contributi servono per pagare le rendite dello stesso anno: più di 40 miliardi di franchi. Dal 2014 questo giro è deficitario: nel 2017 mancava un miliardo. Per questo è annunciato un progetto di risanamento dell’AVS che prevede un aumento dell’IVA e l’aumento dell’età di pensionamento per tutti. La RFFA propone, per la prima volta da decenni, un aumento dell’aliquota di contribuzione dello 0,15%, cioè Fr. 1,50 in più per ogni mille franchi di stipendio. È una soluzione molto sociale: lo stesso finanziamento per mezzo dell’IVA risulterebbe assai più caro. Da notare che anche le imprese contribuiranno e che gli stipendi alti pagheranno la stessa aliquota, quindi molto di più, anche se non riceveranno più della rendita massima.
Si tratta di 1,2 miliardi di franchi mentre la Confederazione verserà 800 milioni l’anno. Ogni anno 2 miliardi e in crescita (previsti 2,4 nel 2014)! Questo non eliminerà il deficit che si prospetta per il 2030, ma ci lascerà più tempo per discutere del futuro dell’AVS. Un compromesso accettabile per la riforma fiscale e una boccata di respiro per l’AVS: un Sì convinto alla RFFA!

Carlo Lepori, granconsigliere PS e copresidente PS60+