Con scuse poco credibili la destra Lega-PLR e UDC ha sottoscritto un rapporto contrario al salario minimo di 48’000 fr lordi annui. Favorevoli gli altri partiti in Consiglio comunale, ma non basta: si va purtroppo verso la bocciatura della mozione PS-PC-Verdi del 12 ottobre 2020, che chiede di riprendere lo standard minimo di 4’000 fr per 12 mensilità (fr 22 orari), definito dall’iniziativa popolare federale sui salari minimi («Per la protezione di salari equi – Iniziativa sui salari minimi»).
Il Consiglio federale “pur condividendo nella sostanza le preoccupazioni degli autori dell’iniziativa, ossia lottare contro il dumping salariale e la povertà” respinse la proposta costituzionale dell’iniziativa, invitando i partner sociali e i singoli datori di lavoro ad affrontare il problema. Cosa che dal 2012 (anno del deposito dell’iniziativa) ad oggi è avvenuta in vari ambiti lavorativi grazie ad una dinamica di partenariato sociale (anche se non certamente dovunque).
Ricordiamo che il REGOLAMENTO ORGANICO DELLE COLLABORATRICI E DEI COLLABORATORI DELLA CITTÀ DI LUGANO del 2018 al cpv. 6 dell’art. 36 fissa un minimo salariale a 43’753 fr. Il regolamento attuale garantisce quindi una soglia salariale minima corrispondente al livello delle prestazioni sociali. Esso non garantisce invece uno standard salariale minimo equo. 50 collaboratrici si situano al di sotto del limite salariale di 48’000 fr lordo annui: non per demerito, ma per ingiustizia!
Raoul Ghisletta, consigliere comunale PS