di Raoul Ghisletta, municipale La Sinistra Lugano (dal Corriere del Ticino del 18 aprile 2025)
Chiudere la gestione corrente 2024 in pari (-2 mio fr), ma non finanziare gli investimenti (strade, piazze, edifici, scuole, mense, centro sportivo al Maglio, manutenzioni straordinarie di edifici, parchi, sentieri, contributi per opere regionali del piano dei trasporti e per depurazione acque). È chiaro che il cavallo è molto ammalato. Per fermare la sua febbre da debito oneroso mancano 65 mio di fr. (se si escludono i ricavi straordinari LALIA). Dato che un punto di moltiplicatore d’imposta vale 4 mio. di fr di entrate, per coprire questi investimenti, il moltiplicatore non doveva stare al 77%, ma al 93%: come quello di Bellinzona e poco sopra quello di Locarno (90%).
E sorvoliamo sul fatto che il debito oneroso per l’arena sportiva sarà contabilizzato solamente a fine 2025, cosa che al cavallo causerà un febbrone. Si sa, i Comuni attorno a Lugano non contribuiscono ai nostri investimenti sportivi e culturali d’interesse regionale (LAC, polo sportivo, pista di ghiaccio), se si eccettua un minimo contributo di Canobbio per il Centro sportivo al Maglio (1/30, parametro calcolato in base alla sua popolazione).
Allora come guarire lo stallone di Piazza Riforma? Alcuni evocano la possibilità di introdurre dei contributi regionali per gli oneri di centralità sostenuti da Lugano, il che però implica il quasi impossibile varo di una legge cantonale. Forse sarebbe meno proibitivo tentare di creare un ente regionale sport e cultura, formato dai Comuni del Luganese, che acquisti le strutture sportive e culturali d’interesse regionale e che ne finanzi i costi.
Da mesi politici prominenti parlano poi di vendita di beni della Città (“dismissioni”) per abbattere il debito oneroso, come pure di un drastico tetto agli investimenti “normali”. Ma vendere l’argenteria di famiglia ed abbattere drasticamente gli investimenti sono misure che non guariscono il cavallo: al massimo gli permettono di tirare il fiato fino alle prossime elezioni (e al miracolo sul fronte delle entrate?).
C’è poi chi parla di recuperare il corrispettivo dalla riduzione delle spese correnti: in realtà sarà bello se nei prossimi anni si riuscirà a chiudere la gestione corrente in pareggio, senza morti o feriti, come avvenuto nel 2024. Questo perché i tagli neoliberisti a livello federale e cantonale scaricheranno oneri sulla Città e perché i continui regali fiscali ai ricchi e alle aziende limitano la dinamica delle entrate anche in presenza di crescita economica. Realisticamente di fronte al quadro clinico del cavallo è difficile immaginare che il moltiplicatore d’imposta possa restare a lungo attorno all’ 80% e che continueremo ad essere più fortunati dei cittadini di Bellinzona e di Locarno. A meno di abdicare al ruolo di Città, che investe per il proprio futuro economico e per il benessere della cittadinanza. Una prospettiva francamente reazionaria.
2808