Se la vittoria non ci verrà scippata dal Governo, possiamo esprimere viva soddisfazione per aver ottenuto la bocciatura popolare degli ennesimi tagli e balzelli nel settore dell’aiuto domiciliare (51,3% NO), malgrado la campagna ostile di tutte le forze del centro-destra. Gli utenti e il personale sociosanitario non possono essere continuamente spremuti come limoni. Per questo non dovremo permettere al presidente del Governo Beltraminelli di tagliare i 2,5 milioni di franchi annui, oggetto della votazione, con misure organizzative che penalizzano personale ed utenti, come ha scritto nel comunicato stampa governativo del 12 febbraio.

Per contro la qualità della giustizia e le prestazioni sociali alle famiglie verranno peggiorate a seguito di tagli inadeguati e senza visione, purtroppo avallati dal popolo. Le conseguenze negative si vedranno nei prossimi anni. Il NO alla riduzione del numero dei giudici dei provvedimenti coercitivi è arrivato al 46,3% e il NO al peggioramento delle prestazioni sociali al 47,5%. Nonostante la sconfitta si tratta di risultati certamente dignitosi, ottenuti in un contesto difficile.

Sul quarto oggetto, quello del referendum contro la riforma fiscale III delle imprese, voluta dalla maggioranza del Parlamento federale, in Ticino è prevalso leggermente il SÌ con il 51,2%, probabilmente a causa dai fumogeni costituiti dalle promesse di contropartite sociali, che sono stati lanciati dai consiglieri di Stato Vitta e Beltraminelli. Per fortuna in questo caso conta solamente il risultato federale: il popolo svizzero ha infatti stracciato la legge truffa con il 59,1% di voti contrari.

Da non sottovalutare infine è il risicatissmo, ma positivo, risultato ticinese (50,2% di SÌ) sulla modifica della Costituzione federale, che introduce naturalizzazioni agevolate per gli stranieri di terza generazione (modifica passata con ben il 60,4% di favorevoli a livello federale).

In conclusione, indipendentemente dai risultati del 12 febbraio, tutti assieme dovremo continuare a batterci per garantire anche in futuro l’adeguatezza delle prestazioni sociali, la qualità dei servizi pubblici e sociosanitari, una fiscalità equa e la giustizia nelle naturalizzazioni degli stranieri (come abbiamo visto nell’ultima seduta di Consiglio comunale purtroppo c’è chi fa una campagna elettorale permanente su questo tema).

di Raoul Ghisletta