di Simona Buri
In questi quattro anni di Gran Consiglio ho fatto fatica ad entrare nella logica che tra “il partire con un progetto” e “l’ottenere un risultato” nel mezzo ci sia una lunga parentesi di tira e molla. Tira e molla causati da lunghe discussioni, da strategie individuali o di partiti per emergere, tutte lungaggini che a volte fanno pure perdere di vista la meta, ma poi, quando sfinito arrivi a fare un passo avanti, come quello raggiunto martedì 14 febbraio scorso verso il superamento dei livelli, ti senti utile e un pochino realizzata.
I limiti della differenziazione curriculare sono segnalati dal mondo del lavoro e sono riconosciuti da una schiacciante maggioranza delle forze politiche e purtroppo questi limiti tarpano le ali ai giovani proprio nel momento in cui stanno formando la loro identità.
Sono soddisfatta che la maggioranza del parlamento abbia avuto il coraggio di cambiare e di farlo ora, anche perché, si sa che i tempi di sviluppo e collaudo di un sistema sono molto lunghi.
Gli insegnanti coinvolti nella sperimentazione non saranno semplici esecutori, bensì protagonisti e potranno essere parte attiva di una comunità professionale di apprendimento. La professionalità degli insegnanti è dunque la chiave di volta per concretizzare il concetto di “scuola per tutti e per ciascuno”.
Oltre alle conoscenze, i giovani oggi hanno bisogno di imparare metodi di studio, capacità di ragionamento, di confronto, di adattamento e devono far proprie strategie adeguate a rispondere a problemi nuovi. Sia il mondo del lavoro che quello degli studi, esigono queste capacità.
Perciò le classi a effettivi ridotti, costituite di gruppi eterogenei, sono la premessa fondamentale per realizzare l’auspicio di Montaigne, che sostiene sia meglio avere “una testa ben fatta che una testa ben piena”.
Nelle classi eterogenee e a effettivi ridotti prende vita una forma di apprendimento individuale e cooperativo responsabilizzante e approfondito.
Quindi cari docenti sono a chiedervi, più come mamma, che come politica, di sfruttare al meglio quest’occasione che potrà finalmente portarci ad avere una scuola per tutti e per ciascuno.