Pubblichiamo qui il comunicato stampa di SOS Ticino, che prende posizione di fronte alla situazione di guerra di Aleppo.

 

LA VERGOGNA DI ALEPPO

Ogni ora che passa, è un’ora di terrore in più per i siriani e le siriane prigionieri dell’inferno di Aleppo. Siamo di fronte a un bollettino di guerra che viene aggiornato senza sosta. Intanto si susseguono gli appelli, le grida di aiuto, anche se il mondo appare totalmente sordo.

Il Soccorso operaio svizzero (SOS Ticino) segue con apprensione e sgomento il dramma di Aleppo, la cui situazione umanitaria è catastrofica.

“Tutti i giardini di Aleppo si sono trasformati in cimitero”. È uno dei messaggi lanciato dai ragazzi e dalle ragazze che sono rimasti nei quartieri della città siriana martoriata dalla guerra, dove denunciano diverse violazioni del cessate il fuoco attraverso video postati su Twitter, con l’hashtag #StandWithAleppo.

Questo è solo uno dei tanti appelli di giovani coraggiosi che documentano dalle viscere dell’inferno quanto sta accadendo in queste ore nella città siriana. Negli ultimi giorni di scontri, gli abitanti di Aleppo – tra cui attivisti, giornalisti e insegnanti – hanno appunto usato i social network per raccontare la situazione nella città e la paura della popolazione.

Le Nazioni Unite parlano di stragi, omicidi e gravi violazioni dei diritti umani. Un portavoce dell’Onu ha raccolto racconti di persone uccise per strada mentre cercavano di fuggire. Molte persone vengono però freddate mentre cercano di mettersi in salvo. Il numero dei morti è pertanto destinato a salire di ora in ora. L’ONG Medici senza frontiere ha dichiarato all’agenzia AFP che ci sono ancora moltissime persone intrappolate. Insomma, i civili sono letteralmente stritolati tra i combattimenti delle forze in campo. E sono sempre più numerose le voci che denunciano un vero e proprio genocidio.

Intanto la comunità internazionale guarda ad Aleppo, logorata e devastata dal conflitto tra truppe governative e ribelli, senza arrivare ad una soluzione definitiva. Nelle macerie di Aleppo si specchia il fallimento dell’intera diplomazia internazionale.

Il Soccorso Operaio svizzero, pur seguendo con apprensione la situazione umanitaria ad Aleppo, deve anche pensare all’accoglienza sul nostro territorio di chi fugge da quelle realtà, e condivide pertanto la soddisfazione dell’Organizzazione svizzera per l’aiuto ai rifugiati (OSAR) per la decisione del Consiglio federale, pronto ad ammettere 2000 persone vulnerabili supplementari.

Tuttavia condivide anche la posizione in base alla quale un contingente supplementare di 2000 rifugiati per soli due anni, non è sufficiente. La Svizzera può e deve fare di più, sempre in un contesto di collaborazione internazionale.

Grazie alla sua solida esperienza sul campo, SOS Ticino si prepara ad accogliere i rifugiati e a garantire loro la necessaria assistenza, in conformità al mandato ricevuto.