Come è normale e giusto che sia, ciò che non riguarda il famigerato virus passa oggi in secondo piano. L’economista Martino Rossi ha tuttavia ritenuto utile rispondere a Fabio Giacomazzi (urbanista) che, il 09.03 sul Corriere del Ticino, sosteneva che Lugano Airport è di interesse pubblico e che se si respingono i crediti in votazione LASA fallisce. Qui sotto la sua breve risposta, apparsa l’11.03 sempre sul Corriere del Ticino.
L’AEROPORTO È DI INTERESSE PUBBLICO?
L’interesse pubblico dell’aeroporto è sostenuto da Fabio Giacomazzi, uno stimato urbanista (Corriere 09.03.20). Nel 2014 era sindaco di Manno. In una lucida analisi sottoscritta dal suo comune, da Agno e Bioggio si leggeva che “va sfatato il mito secondo cui l’Aeroporto sarebbe stato un fattore importante per l’insediamento di attività industriali e del terziario nella regione” e che, secondo gli operatori economici, “per gli spostamenti di personale e clienti è risultato più attrattivo far capo all’Aeroporto della Malpensa”. Si sosteneva poi che “a lungo termine il mantenimento di ampie superfici sul Piano del Vedeggio libere da vincoli, rappresenti per le future generazioni (…) un valore di gran lunga superiore rispetto ad un potenziamento forzato dell’aeroporto in un territorio inadeguato e con benefici economici diretti e indotti assai incerti”.
L’ “interesse pubblico” di LASA è dunque molto opinabile. Un vero servizio pubblico di trasporto come la TPL SA, nel 2018 ha trasportato 13 milioni di passeggeri togliendo molte auto dalle strade già intasate: un’importante “esternalità positiva” che ne giustifica il contributo pubblico, che è stato di 1,30 fr. per passeggero. Nel 2018 LASA ha generato il trasporto di soli 97’000 passeggeri con una spesa pubblica (sussidi e perdite da ripianare) di ben 26.80 fr. per passeggero. E quali sono le “esternalità positive” di LASA? Da almeno 15-20 anni LASA non è un fattore di sviluppo per il Ticino: aziende e posti di lavoro, attività innovative, di ricerca e di alta formazione si sono sviluppate molto, mentre l’utilizzo dell’aeroporto è declinato fino alla soppressione totale dei voli di linea. I nuovi finanziamenti pubblici a LASA non sono giustificati, né necessari per evitarne il fallimento.
Grazie alla postergazione del credito che Lugano vanta nei confronti di LASA, questa non è costretta a depositare i bilanci. Se Lugano non rinnova la postergazione e non amplia il credito, è lei che ne decreta il fallimento, non i referendum. Chi li ha lanciati è stato chiaro sin dall’inizio: evitare il fallimento, impiegare risorse per ricollocare il personale in esubero (evitando perdite maggiori di LASA), avviare subito le trattative con i privati. Questi assumeranno costi, rischi ed eventuali benefici della “Nuova LASA”, con condizioni vincolanti dettate dalla Città per ottenere in diritto di superficie o affitto i terreni e le istallazioni dell’aeroporto.
Conclusione: sbagliare è umano, perseverare è diabolico.