Il mitico “Gigi di Viganello” ed io speriamo in un sussulto di buon senso del consiglio comunale di Lugano, che lunedì sera dovrebbe votare o respingere 6 milioni di fr. per due hangar provvisori all’aeroporto di Agno. Per chi è interessato, qui sotto le nostre riflessioni preoccupate in merito, pubblicate sul Corriere del Ticino di venerdì. (Martino Rossi)
L’aeroporto e il Gigi di Viganello
Per una volta sono d’accordo con il Mattino della domenica. Sull’aeroporto ne so quanto il Gigi di Viganello. Né lui né io siamo laureati in scienze aeronautiche, né abbiamo gestito aeroporti. Facciamo solo alcune cose alla portata di tutti: cercare i dati sui siti degli Uffici di statistica e dell’Ufficio dell’aviazione civile e sui rapporti di Lasa; ascoltare il direttore di Lasa, membri del suo Consiglio d’amministrazione, municipali, delegato cantonale per l’aviazione civile, privati presenti nell’area dell’aeroporto. Leggere i servizi giornalistici, i messaggi del Municipio e informarci sui rapporti segreti degli “esperti” (quelli dei 375’000 passeggeri e 9 linee nel 2026; 135’000 oggi e una sola linea offerta gratis da Swiss per farti prendere i suoi voli a Kloten).
Oggi, però, il povero Gigi ed io siamo un po’ disorientati di fronte alla cacofonia sull’utilità dei nuovi hangar (6 mio a carico della città, non di Lasa perennemente al verde) e sul nuovo terminal da 20 o 30 mio di fr. a carico dei privati, oltre ai 14 a carico della città per i terreni. Non capiamo perché il messaggio del Municipio dica che gli hangar progettati sono dedicati al “mero ricovero degli aerei” e non alla loro manutenzione e vi sono molti interessati, ma poi Lasa va a chiedere a Ruag, dedita alla manutenzione, se è interessata a quegli hangar. Ci sembra poco coerente che la città si sia opposta alla destinazione ad hangar di capannoni privati già disponibili dicendo che non voleva una concorrenza ai suoi, mentre ora li ritiene complementari… Eppure quegli hangar sono polivalenti e ampliabili (ricovero e manutenzione) e la città risparmierebbe 6 milioni. Troviamo ingenuo credere che dei privati siano disposti a investire decine di milioni in un nuovo terminal quando gli imprenditori ci dicono che Lasa, per poter pagare loro l’affitto del nuovo terminal, dovrebbe prima assicurarsi nuove linee, compagnie e passeggeri e questi non arrivano con un terminal più bello. Dicono anche che per l’aviazione privata è prospettabile un nuovo mini-terminal (terreni e costruzione a carico di privati, non della città), e questo sgraverebbe l’attuale, comunque non certo sovraccarico. Gigi ed io non capiamo neppure perché la priorità di spesa dovrebbe essere la costruzione di nuovi “inutili hangar di plastica” (come li chiama uno di quei privati) e non quella sottolineata da un ex-pilota di Darwin: la messa a punto del sistema di avvicinamento strumentale con Gps, tema annoso ma non ancora risolto, non si sa perché. Gigi ed io capiamo poi dai dati e dalle dichiarazioni delle compagnie che la linea su Ginevra non copre i costi.
Ci chiediamo allora perché chi la ritiene “vitale” prospetti investimenti immobiliari e non garanzie alle compagnie esistenti o alla nuova mini compagnia ipotizzata da un altro ex-pilota di Darwin, che dirige oggi l’aeroporto. Non che questa prospettiva ci entusiasmi (Gigi ed io paghiamo le tasse a Lugano). Abbiamo però la sensazione amara che i cantori della filastrocca “bisogna crederci, crederci, l’aeroporto ha grosse potenzialità e la sua importanza è strategica per la città” abbiano altre preoccupazioni: salvare la faccia votando i 6 mio per gli hangar come “segnale di buona volontà” (tanto sono soldi dei contribuenti) e per non sconfessare ciò che hanno ripetuto da anni, sempre smentiti dai fatti…