Il progetto “grande e nuova Lugano” aveva come pilastro portante l’organizzazione della città in quartieri. Ho sempre visto i quartieri come elementi centrali di grande importanza per la nuova città. Essi sono infatti il perno di una reale qualità di vita e la fucina di progetti e idee alla base di uno sviluppo sociale, civico ed economico. Sono una componente basilare di questa dimensione. L’aggregazione, infatti, non è una semplice questione di estensione territoriale: essa si muove ben più in profondità, laddove giace il senso di appartenenza e soprattutto il consenso.
All’inizio del progetto di aggregazione il Municipio aveva dato grande importanza ai Quartieri e alle commissioni di quartiere con precise modalità di funzionamento e di coinvolgimento, tanto che erano stati avviati, con buoni risultati, dei progetti significativi e a lungo termine in collaborazione con la Supsi, come ad esempio il progetto ConSenso.
Purtroppo con il passare del tempo è stata data meno importanza ai quartieri e soprattutto alle commissioni, che raramente sono state interpellate in occasioni di importanti realizzazioni. Questo ha creato un senso di frustrazione nelle commissioni e quindi uno scemato interesse a fare delle proposte per facilitare la vita sociale dei quartieri stessi.
I quartieri non sono un semplice slogan da svuotare o da riempiere a piacimento durante i periodi elettorali, bensì il centro della qualità di vita della cittadinanza. Si deve prestare la dovuta e giusta attenzione ai bisogni dei cittadini, per questo è molto importante che venga concretizzata la mozione “Più vita ai quartieri”. Con la generalizzazione in tutti i quartieri delle strade 20/30 km/h (strade orientate all’insediamento) e la realizzazione di almeno una piazza d’incontro in ogni quartiere: piazza che deve essere verde e molto fruibile per la cittadinanza.
Sarebbe inoltre molto importante che il sostegno alle attività dei quartieri e il loro coordinamento non fossero demandate esclusivamente a funzionari (anche se fanno un ottimo lavoro), ma che ci fosse una volontà politica e quindi anche una direzione politica dell’ufficio quartieri: un ufficio importante per la popolazione e, di riflesso, per la Città. Perché non tornare ad avere un Dicastero per i quartieri?
Marilena Ranzi-Antognoli, membra direzione PS Lugano