L’opinione di Aurelio Sargenti* dal CdT 27 novembre
Anche quest’anno ci sarà il mercatino natalizio a Lugano, nonostante in Europa si faccia diversamente. «Luci di Natale», il mercatino appunto, tornerà ad animare, dal 1. dicembre al 6 gennaio, la piazza Manzoni e altre zone del centro. «La decisione è stata presa a maggioranza dal Municipio contro il parere dell’Unità di coordinamento cittadina che opera per la tutela della delicata sicurezza sanitaria a Lugano; la pubblicità è in pieno corso per attirare le folle», si legge nell’interpellanza del 25 novembre diretta al Municipio.
Dispiace senz’altro dover rinunciare a questa bella tradizione, come purtroppo a tante piacevoli abitudini che il virus ha troncato, ma la prudenza e il buon senso ce lo chiedono. È da sottolineare l’incongruenza nelle stesse ultime disposizioni emanate dal Consiglio di Stato, tra cui il divieto di assembramento «di più di 5 persone nello spazio pubblico, segnatamente in piazze pubbliche, luoghi di passeggio e parchi»; il limite di 30 persone nelle sale di teatro, nelle sale cinematografiche, negli stadi ecc., dove si starebbe di gran lunga più lontani gli uni dagli altri e in sicurezza che nel centro cittadino. Curiosa quindi appare la contraddizione interna nello stesso documento in cui «sono autorizzati i mercatini natalizi che si svolgono all’aperto e che ricorrono su un periodo di più settimane o che sono gestiti per almeno 5 giorni continuativi [con] un piano di protezione». Allora cosa dobbiamo intendere per «assembramenti»?
Qualcuno potrebbe dire che il mercatino natalizio luganese all’aperto non è più pericoloso che andare alla Coop o alla Migros, che sono luoghi chiusi. Forse, ma quest’ultimi sono centri in cui di solito si va per acquistare generi alimentari o articoli di prima necessità per la vita quotidiana. Diversamente il mercatino, addobbato a festa con 50 casette addossate l’una all’altra, offre articoli da regalo, attira moltissima gente desiderosa di chiacchierare, di scambiarsi auguri stando in piedi con in mano una flûte di prosecco. Cosa, in questo momento di grande difficoltà, non necessaria, se si vuole arginare definitivamente la seconda ondata ed evitarne altre. Prendiamo esempio dalla città sul Verbano, che saggiamente ha deciso di rinunciare a Locarno on ice previsto dal 21 novembre al 6 gennaio. Cerchiamo di trascorrere un Natale di riflessione e di rispetto verso tutti, in particolare verso i molti, i troppi toccati tragicamente dalla pandemia nella salute e nella vita economica e sociale.
* GIÀ DIRETTORE LICEALE