Tanti validi motivi per firmare il referendum contro gli sgravi fiscali alle imprese e ai ricchi! La “Riforma cantonale fiscale e sociale” è inaccettabile!

  1. Perché regala 52,5 milioni di franchi ai ricchi che dispongono di patrimoni milionari e alle grandi aziende che incassano già ora milioni di franchi. Il cantone perderà 30,1 milioni mentre i comuni avranno delle minori entrate pari a 22,4 milioni di franchi!
  2. Perché questi nuovi regali milionari ai ricchi e alle imprese provocheranno nuove mancate entrate per le finanze pubbliche, giustificando così nuovi tagli nel sociale, nei servizi pubblici, nella scuola, nel sistema sanitario, ecc. Un circolo vizioso che va spezzato. La stragrande maggioranza della popolazione non deve più pagare per assicurare la crescita della ricchezza di un’infima parte di grandi patrimoni e di grandi aziende!
  3. Perché questa riforma fiscale non sarà l’ultima: il Governo ha già annunciato almeno altre due riforme: quella del Progetto 17 (la nuova Riforma della fiscalità delle imprese progettata dopo il rifiuto della Riforma III nel 2017) e la sua applicazione a livello cantonale basata su una riduzione dell’imposta sull’utile delle imprese. Seguirà poi un terzo pacchetto cantonale di sgravi fiscali ancora non specificati ma che prevedono di sgravare gli alti redditi! Quindi, la fattura di questi 3 pacchetti di sgravi fiscali potrebbe raggiungere i 100 milioni di franchi!
  4. Perché ancora una volta le grandi imprese e i grandi patrimoni saranno gli unici beneficiari di questa politica di sgravi fiscali! Infatti le cosiddette “misure sociali”, vero e proprio dolcetto per fare inghiottire la pillola amara, non costeranno loro nulla: semplicemente una quota degli incassi derivanti dagli assegni figli – quindi già esistenti oggi! – saranno dirottati nel fondo “misure sociali”. Risultato finale: grandi imprese e grossi patrimoni intascheranno 52,5 milioni di franchi senza sborsare un centesimo per le “misure sociali”…

DIRE NO OGGI AGLI SGRAVI FISCALI AI RICCHI SIGNIFICA DIRE NO AI TAGLI SOCIALI DI DOMANI!

 

Basta con il ritornello stile anni ’90: meno tasse alle imprese = rafforzamento dell’economia, creazione di posti di lavoro, aumento del benessere per tutte e tutti…
Ieri come oggi, i progetti di sgravi fiscali sono stati venduti come lo strumento per attirare nuove imprese sul territorio ticinese, premessa per stimolare l’economia, la creazione di nuovi posti di lavoro e garantire una crescita del benessere generale. La crescita del numero delle imprese si è verificata: fra il 2008 e il 2015 il loro numero è quasi raddoppiato, passando da circa 20’000 a oltre 38’000 unità. Anche per quanto riguarda la creazione di posti lavoro, in dieci anni d’impieghi è cresciuto del 15,8%, quello degli occupati del 20,6%. La formula magica si guasta però inesorabilmente se si guarda al benessere generato. Dal 2008 a oggi, Il tasso di povertà in Ticino è passato dal 10,4% al 17,3%. Se nel 2008 la differenza con il dato medio svizzero era del 2,2%, ora è di oltre il 10%. Il tasso di rischio di povertà è salito dal 21,1% al 31,4%, più del doppio rispetto alla media nazionale. Rispetto al 2011, i beneficiari dell’assistenza sociale sono raddoppiati, superando le 8’000 unità. Il Ticino è la sola Grande regione dove i salari mediani sono diminuiti in molti settori e il fossato con le retribuzioni medie svizzere si progressivamente ampliato. Nel 2008, il tasso medio annuo di disoccupazione ILO era del 5,2%. Nel 2016 è salito al 6,9%. Nello stesso periodo i disoccupati sono salita da 8’400 a 12’700, i sottoccupati da 10’300 a 16’770 (media annua). Negli ultimi 10 anni, gli impieghi a tempo parziale sono cresciuti del 54,5% mentre quelli a tempo pieno solo del 2,2%.

Potremmo continuare ancora. Il dato politico è chiaro: il rapporto più sgravi, più imprese e più benessere generale è assolutamente falso. Il rilancio del benessere generale passa da investimenti pubblici capaci di offrire servizi performanti, la creazione di posti di lavoro qualificati e stabili. Più in generale occorre rilanciare i salari e non i profitti delle grandi aziende! Il Governo ticinese invece fa proprio il contrario.

I grandi patrimoni scappano dal Ticino senza nuovi sgravi fiscali?
È quanto vuole farci credere il Governo ticinese. Il saldo fra partenze e arrivi di contribuenti particolarmente facoltosi avrebbe provocato perdite per circa 5,8 milioni di franchi. Naturalmente neppure il Governo ticinese osa affermare che queste partenze siano dovute alla perdita di attrattività fiscale del cantone. Nonostante ciò il Consiglio di Stato vuole ridurre le imposte sulla sostanza ai contribuenti particolarmente facoltosi per ben 26,7 milioni di franchi (15,2 milioni le perdite per il cantone, 11,5 milioni per i comuni)! Gli sgravi ai contribuenti particolarmente facoltosi sono inaccettabili per principio. Ma lo sono ancora di più quando la stragrande maggioranza della popolazione formata da salariati vede le proprie condizioni peggiorare costantemente. Ebbene il Governo ticinese ha deciso di aiutare chi possiede un patrimonio superiore ai 10 milioni di franchi: lo 0,18% (446 persone) dei contribuenti che però detenevano, nel 2013, il 21,30% – 11,9 miliardi di franchi! – della sostanza totale! Una minoranza che non ha bisogno di aiuti visto che dal 2003 la loro sostanza è cresciuta del 258% (da 3,319 a 11,9 miliardi di franchi). Un vero schiaffo in faccia a chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese, ai 70’000 contribuenti ticinesi sprovvisti di patrimonio e con salari sempre più insufficienti per garantire loro una vita dignitosa!