Più che nubi foriere di temporali estivi, cui di solito fa seguito una nuova luce che illumina il mondo, quelle che in queste settimane si stanno addensando nel cielo politico cittadino sono nuvole dense, sempre più compatte, sempre più nere. Niente pioggia liberatoria, solo un desolante grigiume.
La prima nuvola arriva da lontano, sospinta negli ultimi mesi da venti costanti: è la nuvola color antracite delle misure di risparmio finanziario, le prime, che permetteranno alla Città un risparmio di 10 milioni di franchi. Nonostante l’evidente necessità di una riflessione e di un’azione di ristabilimento delle finanze cittadine, quanto deciso dal Municipio appare inquietante, vagamente arbitrario, molto tecnico e poco strategico: si tratta qui di misure di risparmio puntuali, che non emergono però da una strategia politica chiara e completa sul lungo periodo, capace di riflettere sulle necessità della popolazione e su tutti i fronti: spese, investimenti, ricavi, moltiplicatore d’imposta. Lugano non può bloccarsi per sistemare i conti, ma deve trovare un altro modo di svilupparsi garantendo una buona qualità di vita per tutti.
Spiccano nel nerume della nube i tagli nella socialità e dell’istruzione, che indignano: tra questi si contano la riduzione delle settimane didattiche fuori sede per le scuole elementari, il dimezzamento del contributo comunale per gli allievi luganesi della Scuola Media (il contributo alla cosiddetta cassa allievi), la riduzione del contributo destinato alla Fondazione per le facoltà dell’USI, la diminuzione di quello pensato per il Regolamento Sociale. In una situazione finanziaria ben più che fragile, non è né pensabile né accettabile che a risanare i conti di questa Città-vetrina dalle ambizioni faraoniche siano proprio i servizi che sono invece a disposizione dei cittadini e delle cittadine giovani, come pure dei cittadini e delle cittadine meno forti, che più che mai hanno bisogno del sostegno dell’ente pubblico. I tagli nel settore culturale poi lasciano sconcertati e sbigottiti di fronte a un evidente immobilismo nell’ideazione e nella gestione dell’offerta culturale. Le misure di risparmio non solo riducono drasticamente il contributo pubblico all’offerta culturale istituzionale, ma per la loro vastità generano altri nubi grigie su ciò che ancora manca, e tanto, nell’offerta culturale luganese, ovvero il sostegno alla cultura indipendente per la realizzazione e la promozione culturali, un sostegno sempre promesso e propagandato ma mai realizzato.
La seconda nuvola è quella dell’incoerenza e della mancanza di trasparenza: l’Esecutivo della Città non ritiene di dover comunicare in maniera tempestiva e chiara le sue decisioni, né quelle difficili dettate dal rigore finanziario né quelle strampalate determinate da un agire discontinuo ed improvvisato. Ecco allora che negli stessi giorni in cui dilaga il segreto di Pulcinella delle misure di risparmio (mai comunicate, ma ormai note a tutti) si scopre che il Municipio ha stanziato 100’000 franchi per la strategia di comunicazione relativa all’acquisto dell’Arena Sportiva. 100’000 franchi, ed è solo la prima tranche di una fumosa quanto prevedibile ulteriore spesa negli anni a venire, destinati alla pubblicizzazione di un progetto di cui ormai anche i sassi sanno tutto. 100’000 franchi di spesa non preventivata, negli stessi giorni in cui si propone, per esempio, il taglio di 70’000 franchi quale contributo per le attività scolastiche extra-didattiche degli allievi luganesi delle Scuole Medie. La sensazione è che si voglia in tutti i casi evitare un confronto chiaro e trasparente con la cittadinanza, e soprattutto che non si tolleri un eventuale quanto probabile dissenso.
La terza nuvola, nera come la pece, è quella della tracotanza e della prepotenza, che il confronto ed il dissenso proprio non li considerano. L’UDC ed il suo eletto in Municipio Marco Chiesa si sono resi registi e protagonisti di una spregevole sit-com, che, approfittando delle zone grigie lasciate da una legislazione decisamente carente in materia di governance, ha permesso al municipale democentrista, nonostante i pochissimi voti ottenuti, di entrare nel CdA di AIL come rappresentante del Legislativo, in chiaro sprezzo di ogni senso etico nell’agire politico e della divisione di ruoli e poteri. Quanto compiuto è un atto di forza, un attacco istituzionale ai valori democratici che deve preoccupare per la noncuranza e la convinzione con cui è stato perpetrato. Come devono preoccupare le reali intenzioni di Chiesa: non può infatti essere solo un capriccio infantile l’ambizione sfrenata ad entrare nel CdA di AIL, né la brama di ottenere un ulteriore gettone di presenza.
Sopra Lugano si addensano nuvole. A Lugano non brilla il sole della chiarezza e della trasparenza. A Lugano quando piove l’acqua non pulisce lo sporco ed il marcio che si accumulano. Sopra Lugano si addensano nuvole, portate dai venti che soffiano da destra.
Nina Pusterla è capogruppo della Sinistra in Consiglio comunale a Lugano