di Daniele Alves Barreiro
La scuola e la formazione rappresentano elementi di vitale importanza per una società e per la sua democrazia.
Purtroppo in questo cantone sovente ci si dimentica dell’importanza della scuola e quando ci sono tagli da effettuare purtroppo questa istituzione è tra le prime a esserne assoggettata. Al nostro cantone manca spesso il coraggio di investire nella formazione, danneggiando in questo modo non solo l’istruzione di numerosi studenti e numerose studentesse ma rendendo meno roseo anche il futuro del Ticino stesso.
La formazione, che rappresenta un tassello fondamentale nella crescita individuale e di un’intera comunità, deve essere completamente gratuita, solo in questo modo essa può essere considerata completamente democratica e accessibile. Così facendo ci si avvierebbe verso una maggiore inclusività del sistema formativo scolastico.
In merito al tema dell’inclusività va anche aperta la discussione in merito all’abolizione dei livelli e della competitività all’interno del sistema scolastico, di fatto queste modalità aggiungono grande pressione a studentesse e studenti che già si ritrovano ad avere a che fare con un programma formativo molto denso e griglie orarie spesso estremamente fitte. La scuola non deve essere un luogo di competitività ma deve permettere lo sviluppo di un pensiero critico e personale, questione che richiede tempo e approfondimento e va in contrasto con la velocità voluta da chi esige una scuola competitiva.
Inoltre l’istituzione scolastica per studentesse e studenti deve essere un luogo in cui andare con piacere e interesse, non deve generare in alcun modo disagio ed eccessiva pressione. Purtroppo, come ripreso anche da un sondaggio effettuato dal SISA (Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti) la scuola per molti rappresenta uno spazio che genera malessere, questa tendenza va contrastata con ogni mezzo disponibile affinché l’istruzione sia fonte di crescita individuale.
A questi elementi vanno aggiunti investimenti per la creazione di posti di lavori di qualità, questo per contrastare il calo demografico che sta vivendo il nostro cantone, se si lavorasse in modo costruttivo per formazione e lavoro molti giovani sarebbero senza ombra di dubbio maggiormente incentivati a ritornare in Ticino.