Sto seguendo su RSI La2 la conferenza stampa del Consiglio federale. In questi giorni  parecchi amici mi hanno fatto osservare (in quanto membro del Consiglio del Pubblico della Corsi) come la RSI stia coprendo la pandemia dando pochissimo spazio alle donne; ciò non è accettabile, a maggior ragione per un’azienda che ha un mandato pubblico. Eppure di donne competenti ce sono: a iniziare dalle donne giornaliste, che potrebbero a loro volta commentare le conferenza stampa,  momenti d’appannaggio di soli uomini.

Donne medico, epidemiologhe, ricercatrici, politiche, economiste, donne che avrebbero e vorrebbero dire qualcosa su quanto sta accadendo, perché non sono in video? Perché non le sentiamo, né le vediamo (fatta salva qualche eccezione)?

In Ticino ci sono donne capogruppo, donne presidenti di partito , donne nei parlamenti , donne municipali , donne presidenti di associazioni , donne lavoratrici, donne pensionate, donne direttrici di aziende, donne sindacaliste, donne imprenditrici, donne casalinghe con figli, donne insegnanti, donne scienziate ….: e nelle trasmissioni televisive?

I radioascoltatori e (soprattutto) i telespettatori hanno bisogno anche delle loro idee e delle loro proposte su come affrontare questo difficile momento. Tornando ai momenti precedenti alla conferenza stampa bernese, ho visto i tre giornalisti presenti a Comano intervistare, per il tema apertura della scuola, i prof.ri Fabio Camponovo  (presidente del  Movimento per la scuola) e Gianluca D’Ettorre (presidente del sindacato OCST docenti), persone affatto competenti. E mi sono chiesto: non si poteva sentire almeno una voce femminile? Eppure la responsabile cantonale delle suole medie è la prof.ssa Zaninelli; la prof.ssa. De Gasparo è membro del Movimento per la scuola e direttrice della scuola media di Camignolo; e le direttrici delle scuole elementari di Bellinzona e del Gambarogno (per dare un paio di esempi) sono entrambe donne.

Forse noi maschietti una qualche riflessione dobbiamo farla.

Aurelio Sargenti