DI FABIO ZÜRCHER, ARCHITETTO PAESAGGISTA

Si parla spesso di Lugano con una visione vasta e generale, su tutta la regione. Ci si immagina come la Città funzioni e funzionerà lungo i quattro punti cardinali, su un territorio che si estende tra lago, valli e monti. Talvolta, però, accade che alcuni quartieri ne risentano, soprattutto a causa degli investimenti destinati a progetti pensati per trasformarla in una città grande, unita, innovativa, sostenibile e multifunzionale.

Così però si presentano i quartieri periferici: infrastrutture datate e inadatte alle esigenze della popolazione , una manutenzione delle strutture e del verde limitata che riflette le conseguenze di scelte passate meno attente alla tutela ambientale.

Si notano vecchi depositi mal risanati a ridosso di corsi d’acqua, piazze di paese quasi inesistenti, spazi di ritrovo per gli scambi sociali e culturali ridotti al minimo; neofite invasive che compromettono ecosistemi di importanza nazionale; luoghi ricchi di storia in decadimento. Si vive in un bouquet di temi mai affrontati o affrontati male.

È il caso di Brè: un tempo dedito all’agricoltura, oggi è meta ambita dal turismo, con un cambiamento radicale dello stile di vita e dell’atmosfera del villaggio. Ne è risultato un luogo con pochi spazi pensati per la vita quotidiana di chi lo abita, trascurando e dimenticando i valori di un paese dove tutti si conoscono e, idealmente, possono condividere conoscenze e interessi. Qui, anche per chi ama e conosce la natura, la realtà può presentarsi talvolta deludente: molte aree risultano danneggiate e in continuo cambiamento, proprio a partire dal profilo naturalistico e dell’ecosistema. Infatti, vediamo le neofite espandersi, i castagni cadere lasciando posto ai faggi, con un bosco che inghiotte i pochi prati rimasti. Manca attenzione verso la cura e lo sviluppo del paesaggio, che porterebbe un miglioramento degli ecosistemi e favorirebbe la flora e la fauna locale, minacciate negli anni.

Queste lacune hanno alimentato il sentimento e la necessità generale della popolazione di protegere luoghi storici e di ricreare spazi capaci di promuovere la cultura locale. Ripensando e riprogettando il territorio, si potrebbe trovare un giusto equilibrio tra passato e futuro, garantendo una coesistenza armoniosa tra turismo e abitanti, con benefici anche per la socialità e per il Comune. Sarebbe un ambiente di cui le attuali e future generazioni potrebbero godere e in cui crescere, grazie ad un cambiamento e alla salvaguardia di luoghi che da sempre ispirano artisti, agricoltori e studiosi.

Promuovendo progetti per la realizzazione e riqualifica di luoghi d’incontro, delle piazze e aree ricreative, dell’agricoltura legata alla cura e protezione degli ecosistemi si farebbe un passo verso un esempio da cui altri quartieri potrebbero ispirarsi, promuovendo e diffondendo in contemporanea la sensibilità per l’ambiente in cui viviamo.