Dal Corriere del Ticino di mercoledì 30 gennaio 2019
Un progetto della Commissione di quartiere, sostenuto dalla Città, vuole riqualificare la zona di via Industria. Tante le proposte: dal centro d’incontro per famiglie all’operatore socioassistenziatale, passando per gli atelier
La via del degrado, della mancata integrazione e del disagio sociale. Così viene percepita da molti via Industria a Pregassona, soprattutto dopo la scoperta, lo scorso mese di settembre, di un appartamento invaso dalla spazzatura in cui abitava una famiglia con figli minorenni e 18 cani.
Un caso limite che aveva portato alla luce la situazione di disagio e isolamento in cui si trovano a vivere molte persone nella zona. Spentosi il clamore mediatico, non si è esaurita l’attività della Commissione di quartiere, in particolare del presidente Marco Imperadore e del suo predecessore Luca Campana, tuttora membro, che hanno ideato un progetto di riqualifica urbanistica e sociale della zona.
«Il progetto – spiegano – è frutto delle vicende di cronaca ma anche delle suggestioni arrivate dai cittadini stessi in occasione dell’assemblea di quartiere». La zona interessata si trova tra via Industria, via Ceresio e via Maggio, comprende un parco giochi, dei campi di calcio e basket e la palestra all’aperto, ma anche palazzine popolari ed edifici dismessi. «In collaborazione con la Città e con le associazioni del quartiere si vorrebbe creare una rete di servizi, favorire l’integrazione e un differente uso degli spazi pubblici, oltre a una maggiore e migliore coesione sociale».
Svago e integrazione
In primo luogo, si chiede una migliore distribuzione e assegnazione degli alloggi alle persone in assistenza, evitando di concentrarle nel famigerato grattacielo di via Industria (che tra l’altro ha cambiato amministrazione, passando nelle mani di una società legata alla Cassa pensione di Lugano).
Per quanto riguarda gli spazi pubblici, «abbiamo proposto di creare degli orti condivisi sul modello del progetto Morenal di Monte Carasso in un terreno di proprietà della Città, tra il parco giochi e la palestra all’aperto». L’idea, rivelano i promotori, è stata accolta molto favorevolmente dal Dicastero servizi urbani, già intenzionato a creare qualcosa del genere in quel terreno. La sistemazione dell’area di svago è invece già stata approvata dalla Città e sarà realizzata entro il 2020.
Si prevede in particolare di inserire un nuovo campo di calcio sintetico, una pavimentazione per il campo di basket e l’aggiunta di nuove strutture al parco giochi (scivolo, casetta, altalena, sabbiera, pista per biglie), oltre a nuove panchine, la creazione di uno spazio pic-nic e grigliate e una pista per biciclette dedicata ai bambini.
Un elemento a cui i promotori tengono molto è la creazione di un centro di socializzazione, dedicato alle famiglie con bambini da 0 a 4 anni, in cui organizzare anche atelier e altre attività. «Non vorremmo un asilo nido, ma un luogo aperto tutto l’anno dove siano presenti anche i genitori, in modo da incentivare l’integrazione e la socializzazione». «In un recente incontro, i rappresentanti della Sezione logistica del Dicastero immobili ci hanno confermato la volontà di attivarsi per trovare uno spazio adatto in uno degli stabili della Cassa pensione cittadina». In alternativa la Commissione di quartiere aveva individuato degli edifici dismessi all’inizio di via Industria. Infine il progetto prevede la presenza di un operatore socioassistenziale «eventualmente su base volontaria», che coordinerebbe le varie attività presenti nel quartiere.
«Bisogna partire dai bambini»
Come detto, il progetto riscuote il favore dei vari dicasteri interessati, in parti- colare quello della Formazione, socialità e sostegno, che da tre anni si è già at- tivato con il Progetto quartieri, dedicato a Pregassona e a Molino Nuovo. «Un primo passo – spiega Sabrina Antorini Massa, responsabile della Divisione prevenzione e sostegno – è stata l’inizia- tiva Kreiart: laboratori all’aperto tra maggio e ottobre dedicati ai bambini, con un momento di scambio per i genitori». Visto il successo, la Città ha già annunciato di voler ristrutturare e mettere a disposizione una sala nei pressi del Capannone delle feste per svolgere le attività anche quando piove e d’inver- no. «Sarebbe interessante realizzare quanto proposto dalla Commissione – sottolinea Antorini – perché per com- battere il disagio e la ghettizzazione è importante partire dai bambini. Magari questi laboratori non servono a risolvere del tutto i problemi, ma creano un contesto di maggiore solidarietà e condivisione nel quartiere. Ci vuole tempo, ma questa è una strada da percorrere».
Una strada che la Divisione intende condividere anche con le associazioni presenti sul territorio, per proporre attività mirate.