Il referendum contro la sperimentazione de ” La scuola che verrà” concernente lo stanziamento di un credito di 6,7 milioni di franchi in tre anni si terrà il 23 settembre è una consultazione molto importante per il futuro dei nostri figli. Vi sono molte ragioni per recarsi alle urne:

  1. L’accettazione del referendum ci porterà indietro di qualche decennio con risultati negativi per gli allievi e per i docenti che sono confrontati quotidianamente con una grande varietà di allievi e con un numero troppo elevato per classe.
  2. La scarsa motivazione dei docenti costretti ogni giorno a portare avanti una scuola alla quale non credono più e i giovani docenti che credono molto al progetto saranno poco incentivati a collaborare con i colleghi per predisporre nuovi orientamenti didattici,
  3. Non è assolutamente vero che questo progetto rischia di portare a un peggioramento e a un livellamento verso il basso della qualità della scuola.

Non desidero valutare la proposta globale che è già stata illustrata ampliamente dal DECS e quindi mi limito solo ad alcune sintetiche considerazioni:

  • La proposta del DECS è importante perché si tengono in considerazioni tutti gli allievi senza nessuna discriminazione e le modifiche proposte vanno a migliorare la qualità della scuola permettendo di guardare al futuro con più fiducia e tranquillità.
  • La proposta dell’abolizione dei “livelli” va nella direzione giusta già ampliamente svolta nei laboratori di Italiano e scienze. Come docente invito a votare SI alla sperimentazione e fra tre anni si potrà fare un’attenta analisi della stessa nell’interesse di tutti.
  • La scuola ha bisogno di sentire la politica al suo fianco che consideri il credito richiesto non come spesa, ma come investimento.

Ben venga la sperimentazione.

Francesco Rinaldi docente