Scrivo questo breve articolo nella settimana in cui si tornerà, forse per sempre, all’ora solare. Ma di solare non c’è nulla, o poco: non nella vita quotidiana, non nella vita professionale, non nella vita culturale e non nella politica che dovrebbe governare la nostra quotidianità di cittadini di uno Stato democratico.

In tempi recenti abbiamo letto e sentito notizie preoccupanti, piccole vicende per carità, ma che non devono lasciare indifferenti chi crede in alcuni valori universali, come la libertà, la solidarietà, il rispetto e la tolleranza. Stando nel campo della scuola siamo stati investiti dalla polemica strumentale (scoppiata in tempo di coronavirus!) sull’agenda scolastica ’20-‘21. Per i vertici della UDC nostrana la colpa di questa innocua agenda (uno strumento che serve ai giovani per annotare l’orario scolastico, le date delle verifiche, le comunicazioni dei docenti e altro) è di «istigare alla rabbia e alla protesta facile» i nostri studenti. C’è da rimanere allibiti. Da che pulpito viene la lezione? Da un partito che si è distinto per campagne politiche nazionali e cantonali sciagurate e al limite della xenofobia. E per far contenti i grandi, anche i piccoli UDC si sono superati sollecitando la delazione contro gli insegnanti considerati, da loro, di sinistra, da mettere quindi alla gogna senza processo. La rete informatica diventerebbe il luogo della valutazione scientifica e morale del docente, come del resto della esistenza del coronavirus o del surriscaldamento climatico. D’altronde il fine ultimo, si legge nel testo che apre la campagna dei Giovani UDC, denominata per involontaria antifrasi “Scuole libere”, è «un necessario cambio di dottrina e cultura nelle scuole»!

Sono piccoli e circostanziati esempi di un clima politico tutt’altro che solare. Il difficile periodo che stiamo vivendo fa emergere il meglio come il peggio della nostra democrazia. Per cui è importante votare nelle prossime elezioni comunali non candidati “acchiappavoti”, ma candidati dotati di competenze specifiche richieste: quelle che sono il lievito della politica e garanzia di buona amministrazione. La pandemia ha riportato in primo piano la competenza; la politica l’urgenza di una alleanza tra tutte le forze progressiste. Competenza e riformismo sono necessari per sconfiggere le tenebre del populismo. Ricordiamocelo in previsione delle prossime votazioni comunali attraverso le quali sceglieremo i futuri dirigenti dei comuni ticinesi. Non importa chi, tra i nostri politici progressisti e competenti, sarà eletto nei legislativi e negli esecutivi: importa esserci! Solo con una forte nostra presenza potremmo sperare di tornare per davvero nell’ora solare.

Aurelio Sargenti, candidato PS al Municipio