Il progetto “La scuola che verrà” è la chiave per rinnovare la scuola ticinese e fornirle le risorse per i nuovi compiti che è chiamata ad assolvere. Con questo progetto la scuola dell’obbligo consentirà ai docenti di poter essere più vicini ad ogni allievo dando maggior valore alle capacità personali di ognuno.

L’importanza dell’innovazione in campo scolastico, in particolare per quanto concerne l’organizzazione dell’insegnamento, i contenuti (piani di studio) e i metodi usati dai docenti è riconosciuta fin dal 1990 dalla Legge della scuola (art. 13).

SU COSA SI VOTA?
Il 12 marzo 2018 il Gran Consiglio ha approvato a larga maggioranza un credito di 6.73 milioni di franchi per il finanziamento della sperimentazione del progetto “La scuola che verrà” per 3 anni in 7 istituti prima di una eventuale generalizzazione. Le scuole toccate sono quelle comunali di Cadenazzo, Coldrerio e Paradiso e le scuole medie di Acquarossa, Biasca, Caslano e Tesserete.

Tutti gli istituti applicheranno lo stesso modello organizzativo di base, ma nelle scuole medie verranno implementate due varianti, una voluta dal DECS e una avanzata dal Parlamento, relative alla composizione dei gruppi per i laboratori (ore con solo metà classe) al terzo e quarto anno per quattro materie.

Contro il decreto legislativo del Granconsiglio sulla scuola che verrà è riuscito un referendum lanciato da UDC e Area Liberale. Il 23 settembre 2018 la popolazione ticinese è dunque chiamata a esprimersi per decidere se approvare in via definitiva il credito per la sperimentazione del progetto di riforma, così come proposto da Governo e Parlamento.

IL 23 SETTEMBRE 2018 VOTA SÌ PER DARE VIA LIBERA ALLA SPERIMENTAZIONE DEL PROGETTO “LA SCUOLA CHE VERRÀ” PER I PROSSIMI 3 ANNI.