Segnaliamo l’articolo pubblicato sull’ultimo numero di Area di Raffaella Brignoni su una delle interessanti esperienze culturali “alternative” che stanno nascendo a Lugano.
Svolta il Lac, inforca via Adamini, e fai cento metri: dopo il grande polo culturale di Lugano, che segue un percorso istituzionale, te ne ritrovi un altro a misura di giovane fatto di sperimentazioni, pochi mezzi, ma tanta creatività. Anche questa è cultura e la si produce allo Spazio Morel, là dove sorgeva una storica autoconcessionaria della città, che da trenta anni ha cessato la sua attività. Ora quel luogo da due mesi è tornato a vivere sotto una nuova veste, pullulando di idee, musica, arte, giovani. A tempo determinato però: questa esperienza è destinata a terminare con la demolizione degli edifici dove sorgerà un complesso immobiliare di lusso. Ma oggi è ancora oggi, ed è festa.
Nel 2013 scrivevamo “Addio Lugano bella, addio alla Lugano underground” annunciando che l’atelier del Lorem Kollektiv di Pregassona, dove in tanti avevano tirato l’alba, ascoltando musica di qualità fuori dai circuiti commerciali, chiudeva a causa di uno sfratto. Uno spazio che aveva scritto un pezzo di storia luganese tutto a un tratto non c’era più e con esso scompariva un contenitore culturale che aveva soddisfatto il bisogno di molte persone, non solo dei giovanissimi, di stare assieme in maniera non consumistica, ma condividendo momenti di scambio in una piattaforma di creatività culturale e sociale. Punto di riferimento per chi era insoddisfatto dell’omologazione del divertimento; un’alternativa che nelle grandi città, del resto, è già la norma: Zurigo insegna.