INTERVENTO SEDUTA DI CONSIGLIO COMUNALE DI LUGANO DI LUNEDÌ 29 NOVEMBRE 2021 – SOSTEGNO AL RAPPORTO DI MINORANZA SULLA MOZIONE 4024 “30% ALMENO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LOCALE: FACCIAMO UN PRIMO PASSO AVANTI VERSO LA PARITÀ TRA DONNA E UOMO ANCHE A LUGANO!”

Mattea David, consigliera comunale PS

La parità di genere, caratterizzata dal concetto di pari opportunità, è un diritto umano, universale. Perseguire questo scopo è una precisa e fondamentale risposta agli obiettivi federali e costituzionali. Le pari opportunità sono, secondo il principio della parità di trattamento, intese come l’assenza di ostacoli alla partecipazione sociale, economica e politica di un qualsiasi individuo, senza discriminazione di genere, religione, convinzioni personali, origine etnica, disabilità, orientamento sessuale e politico.

La questione delle pari opportunità è un tema che riguarda tutti, dalla generazione precedente alla mia, ai miei coetanei, a chi di noi arriverà dopo. Non tocca le donne soltanto, ma ha a che fare con la società intera e con la costruzione del nostro futuro, con il superamento di quei pregiudizi e stereotipi che hanno radici profonde, che nascono nelle famiglie, maturano e si consolidano nel passaggio dalle scuole al mondo del lavoro, dove si cementano e si fortificano, finendo per relegare le donne ai margini del mercato del lavoro – una maggioranza lavora part-time, pochissime raggiungono vertici decisionali, gestionali. Le donne guadagnano meno degli uomini anche a parità di posizione lavorativa, rafforzando quanto già elencato.

Lo sappiamo, lo ripetiamo: il concetto di parità di genere non significa livellamento delle differenze. L’obiettivo deve essere quello, invece, del raggiungimento di una piena ed effettiva partecipazione sociale delle donne e degli uomini. Passando dalle pari opportunità. L’avvicinamento continuo e costante a questo obiettivo dovrebbe essere ed è un impegno di diritto pubblico. La Costituzione Svizzera garantisce il rispetto e la protezione della dignità di tutti e l’uguaglianza giuridica. Ovvero, tutti sono uguali davanti alla legge, nessuno può essere discriminato in base al sesso, a una disabilità, all’età, all’origine, dalla posizione sociale e via dicendo. Si dice anche che uomo e donna hanno effettivamente uguali diritti, in partic olare per quanto concerne la famiglia, l’istruzione e il lavoro. La Svizzera ha ratificato in questo senso una Convenzione per l’eliminazione di tutte le discriminazioni nei confronti delle donne, che deve finalmente recepire in maniera efficace nel proprio ordinamento interno.

Credo pertanto che le autorità, ad ogni livello, siano chiamate a impedire qualsiasi discriminazione e agire in maniera positiva, adottando le misure necessarie per garantire la parità di diritto e di fatto. In qualità di consiglieri comunali, l’assumersi la responsabilità di un monitoraggio delle pari opportunità all’interno della nostra città è uno dei compiti fondamentali cui siamo chiamati a rispondere. Sul tema delle pari opportunità, benché se ne parli da mezzo secolo e più, si fanno sempre passi troppo lenti – anche se sono da salutare con ottimismo. Assumersi la responsabilità di fronte a tutta la cittadinanza, di voler perseguire questo scopo con un monitoraggio costante della situazione, è solo uno dei passi concreti delle innumerevoli azioni profonde che ci aspettano: la popolazione tutta ci ha eletto, la cittadinanza ci guarda ed è a loro che noi dobbiamo rispondere. L’esempio per il miglioramento di una società deve partire da più fronti ma, ne sono convinta, il mondo delle Istituzioni deve farsi sempre primo promotore per superare un ritardo grave come questo. L’articolo 8 capoverso 3 della Costituzione, che assicura l’uguaglianza di diritto e di fatto, dà mandato al legislatore non sono federale, ma anche cantonale e comunale, di occuparsi della parità di genere. I comuni devono comportarsi da pionieri e dare il buon esempio nell’ambito delle politiche della parità di genere, che è diventata, oltre che a un’urgenza, un dovere del singolo legislatore, per adempiere ai compiti che gli sono conferiti dalla Costituzione federale. La nostra non deve essere una decisione, quanto un obbligo verso un diritto che, ad oggi, non è ancora stato raggiunto.