Per completare la nostra visita al Centro Svizzero di Calcolo Scientifico, di cui abbiamo parlato in un altro articolo, abbiamo intervistato un ricercatore che ci lavora quotidianamente per capire come davvero funzionino le giornate di chi lavora nella ricerca e sfrutta i supercomputer. 

Ecco dunque le risposte di Paolo Crosetto, ricercatore del Dipartimento di Scienze dei Sistemi Ambientali del Politecnico Federale di Zurigo che lavora presso il CSCS di Lugano in qualità di ospite.

Quale è il suo ambito di ricerca?

Il mio ambito di ricerca è lo sviluppo e l’implementazione di metodi numerici per la soluzione di equazioni differenziali alle derivate parziali. Questi metodi hanno molteplici applicazioni, per esempio nei modelli matematici usati in campi disparati come meteorologia, finanza, biomedicina, settore automobilistico o aerospaziale.

Come descriverebbe una sua giornata-tipo di lavoro?

La mia giornata consiste principalmente nello sviluppo di codice, che occupa circa il 70% del tempo. Il restante tempo viene dedicato normalmente a interazioni con altri sviluppatori, coordinazione di alcuni progetti con collaboratori, disseminazione del software tramite conferenze/workshops.

Perché ha bisogno di un supercomputer per sviluppare il suo progetto?

Quale sviluppatore di una libreria, l’utilizzo di un supercomputer non è tanto una necessità mia, ma dell’utente della libreria. Normalmente le motivazioni sono l’accuratezza della soluzione e la riduzione del time-to-solution. Per esempio nel caso degli istituti metereologici è necessario che la simulazione sia abbastanza rapida per essere di una qualche utilità (almeno più rapida del fenomeno metereologico in sé), mentre in biomedicina può essere accettabile simulare un battito cardiaco in alcune ore di calcolo, per avere una soluzione più accurata.

Come è arrivato al CSCS di Lugano?

Il mio background è in matematica e scienze computazionali, la mia esperienza con supercomputers è iniziata durante il mio dottorato (2008-2011), in cui ho sviluppato una libreria per calcolo di interazione fluido-struttura in ambito biomedico. Dopodiché ho lavorato per alcuni anni al Juelich Supercomputing Center nel “highly scalable fluids and solids simulation lab”. In sostanza mi appassionano i problemi numerici e lo sviluppo in C++ per HPC, quindi l’approdo al CSCS come sviluppatore mi è parsa una buona opportunita’.