Negli ultimi anni la Posta ha sistematicamente assottigliato la rete degli uffici postali. Nel 2010 c’erano ancora 1955 uffici postali, nel 2020 ce ne saranno tra solo 800 o 900. Le alternative offerte alla popolazione come agenzie, PickPost o servizio a domicilio non sono servizi equivalenti in quanto offrono solo una parte delle prestazioni postali.
Il popolo ha lottato contro queste chiusure portate avanti dalla Posta, senza essere però mai ascoltato. Anzi: lo smantellamento è stato fatto progredire a gran velocità. Ecco perché il comitato del Muotathal e il sindacato syndicom hanno lanciato una petizione nazionale su www.ilmioufficiopostale.ch . In essa invitano il legislatore svizzero a prendere sul serio la popolazione e ad emanare nei confronti della Posta finalmente direttive giuridiche vincolanti efficaci. Già lunedì prossimo la commissione del Consiglio agli Stati dibatte nuovamente sul mantenimento degli uffici postali.
Negli ultimi 5 anni sono state raccolte complessivamente centinaia di migliaia di firme contro le varie chiusure di uffici postali. Finora la politica federale ha considerato queste azioni puramente simboliche. Quello che il Consiglio federale nel 2018 ha presentato come un miglior approvvigionamento dei servizi postali in realtà era un pacchetto ingannevole. Il Consiglio ha sì ritoccato linguisticamente molte parti nell’ordinanza sulle poste. Chi tuttavia analizza queste modifiche più attentamente si accorgerà ben presto che il fine di questi adeguamenti nel testo è manifestare un attivismo senza voler produrre nessun cambiamento. Tant’è vero che queste modifiche non hanno salvato un unico ufficio postale.