INTERVENTO SUL PREVENTIVO 2020 – GRUPPO PS-PC – SB
UN CONVINTO NO AL PREVENTIVO 2020 DELLA CITTÀ DI LUGANO

Come già scritto nel nostro rapporto contrario al consuntivo 2018 il gruppo PS-PC si batte per raggiungere degli obiettivi che considera fondamentali per il ceto medio e per i cittadini meno favoriti. Si ritiene che non vi siano sufficienti novità in termini di volontà di cambiamento ambientale, sociale e di parità di genere per portare la nostra adesione al preventivo 2020.

Malgrado la necessità di aumentare (ovvero triplicare entro il 2030 stando al PAL 3) la modesta quota di traffico pubblico (che nel Luganese è del 10% circa e a Lugano centro è stimabile attorno al 20%) e di ridurre conseguentemente quella del traffico individuale motorizzato, la maggioranza politica prosegue la sua volontà di andare in direzioni opposte: c’è chi vuole rimettere in questione la pedonalizzazione del centro, c’è chi vuole incrementare il numero di posteggi per auto alla stazione FFS Lugano, c’è chi spinge per ridurre i prezzi dei posteggi in centro per determinate occasioni, c’è il Municipio a maggioranza che si lancia in un’assurda sperimentazione di varianti del PVP in centro che hanno visto una tappa in autunno 2019 e vedono una seconda tappa in primavera 2020 con l’effetto unico di ritardare i tempi di percorrenza dei bus, già molto condizionati dalla scarsità di corsie dedicate.
Da una consistente parte della cittadinanza (giovani per il clima, genitori per il clima, Pro Velo, ATA, ecc.) sono invece giunti segnali importanti che questa linea va cambiata e che occorre pedonalizzare il centro Città, riqualificare le piazze adiacenti al Municipio, favorire il traffico delle biciclette in tutta la Città, creare strade di quartiere dovunque possibile, realizzare piazze di quartiere, adottare misure nelle strade orientate al traffico per rallentare il traffico di notte, creare semafori adatti ai tempi/bisogni di attraversamento dei pedoni.
La Città dovrebbe inoltre battersi come un leone per ottenere ulteriori sviluppi del progetto tram-treno, ed in particolare per l’avvio della progettazione della linea del tram-treno sino al Campo Marzio, sino a Cornaredo e sino al Pian Scairolo. Dovrebbe sviluppare una politica di tutela del verde sia pubblico che privato. Dovrebbe, in poche parole, prendere misure incisive per reagire di fronte all’emergenza climatica, così come richiesto dalla popolazione e come stabilito nella risoluzione votata dal Consiglio Comunale di Lugano nello scorso ottobre. Il Preventivo della Città dovrebbe insomma essere ben più coraggioso, e proporre misure ed investimenti che perseguano una linea politica verde non più richiesta solo da un’area progressista, ma da amplissime fette della società, oltre che dal buon senso.

Il Municipio appare poi incapace di preservare il territorio e gli immobili di pregio della Città: tutto sembra finire in mano agli speculatori, che stanno cementificando ogni angolo dell’area urbana. Il preventivo 2020 non è in grado di fornire nessuna speranza di intervento per contenere questa speculazione immobiliare devastante, di cui sono esempi recenti il tentativo di speculazione immobiliare all’ex Centro BSI di Cadro, (fine 2018) da parte della Banca EFG, o la transazione speculativa a Viganello sul sedime occupato da uffici e deposito dell’ARL SA emersa nelle settimane scorse.

Riteniamo anche che sia insufficiente l’intervento per l’integrazione sociale e culturale degli esclusi.
Abbiamo l’impressione che la povertà e l’esclusione sociale a Lugano crescano: lo studio sulla povertà del Municipio non è ancora stato fatto, per ragioni legate all’ottenimento dei dati fiscali. Non ne facciamo una colpa al Municipio, ma questo è fonte di ritardo. Il Municipio ha annunciato l’aumento di un operatore sociale di prossimità nel preventivo 2019 e di mezza unità di assistente sociale nel preventivo 2020, per affrontare meglio il disagio sociale a Lugano: secondo il PS-PC si deve fare di più.
E si deve fare di più anche per sostenere le persone in disoccupazione di lunga durata, le persone marginalizzate dai problemi della dipendenza e i senza tetto. La creazione di posti interni per attività di utilità pubblica è limitata a poche decine, anche se in lieve crescita (27 programmi nel 2017, 31 nel 2018, 29 attivati sino a maggio 2019): ben venga che il preventivo 2020 annunci la volontà di fare passi avanti su questo fronte, attendiamo di vedere i risultati effettivi a consuntivo.

L’estensione degli orari di copertura del centro per persone dipendenti al finesettimana e alla sera ci risulta purtroppo essere in stand by: lamentiamo l’insufficiente dinamismo di Lugano verso l’autorità cantonale e gli altri comuni.

La poco felice scelta della Cassa pensioni della Città di Lugano di esternalizzare la gestione immobiliare ad una SA, la GIPI SA, che costituisce una pericolosa privatizzazione, analogamente a quanto successo in altri ambiti di servizi (es. sorveglianza e accoglienza al LAC) rende evidente la necessità di un ente comunale o di una fondazione per l’alloggio, come già rivendicato dal PS-PC, che possa acquisire nuovi immobili di privati da mantenere nella fascia di prezzo accessibile per il ceto medio e i piccoli imprenditori.

Il Preventivo 2020 non appare innovativo e coraggioso neppure nell’ambito della parità di genere e delle pari opportunità, da perseguire come obiettivo concreto, sia per quanto riguarda la presenza di entrambi i generi in tutte le funzioni lavorative, sia per quanto riguarda le condizioni di lavoro o le misure per conciliare vita lavorativa e vita familiare.

La situazione attuale della parità di genere è oggettivamente scandalosa. Infatti le donne presenti in Consigli d’amministrazione (CdA) e di direzione di SA ed enti luganesi sono poche, a parte l’Ente LIS che conta 3 donne su 7 membri (sono 0 su 8 nell’Ente LAC, 1 su 7 nelle AILS SA, 1 su 9 nelle TPL SA).
Nell’amministrazione comunale le donne tra i funzionari dirigenti sono poche e la situazione è stagnante, come confermato dai dati forniti dal Municipio nella risposta all’interrogazione 1069. Le funzionarie dirigenti (senza scuola e istituti sociali comunali) erano il 10% nel 2010 (5 su 51) e sono il 16% nel 2019 (11 su 70).
Nelle strutture che entreranno a far parte del futuro ente autonomo LIS nessuna donna è mai stata funzionario dirigente nel periodo 2010-19, malgrado le donne rappresentino il 75% dei dipendenti.
Nelle prime tre classi salariali inferiori le donne rappresentano circa il 90-95% dei dipendenti (senza docenti e polizia). Le donne sono assenti nelle 4 classi salariali superiori.
Non mancano gli esempi virtuosi di altre città svizzere. Nel settembre 2012 il Consiglio comunale della Città di Berna ha deciso a larga maggioranza di introdurre la quota femminile del 35% per i funzionari dirigenti dell’amministrazione comunale. Quote per genere sono applicate nel Canton Basilea Città dal 2014 per quanto riguarda i consigli d’amministrazione di enti/aziende e, oltre alla citata Città di Berna (2012), nella Città di Zurigo (2013) per quanto riguarda i funzionari dirigenti dell’amministrazione comunale.

Nell’amministrazione comunale vanno migliorati l’accesso al tempo parziale per collaboratori e dirigenti, l’applicazione a geometria variabile dei congedi per malattia dei figli, l’insufficiente sostituzione del personale in maternità o assente per altri congedi, l’insufficiente lotta al sessismo.

La trasparenza e il rispetto della legalità vanno migliorate.
Su questo fronte siamo preoccupati per il controllo della legalità nel settore edile: il caso della banchina del lungolago, dove ha lavorato una ditta che non poteva essere impiegata, sfruttando gli operai tramite il subappalto, ha fatto fare una grande figuraccia al settore di competenza dell’Amministrazione cittadina, che è apparso debolissimo e non attrezzato.
Preoccupante è stato anche la cementificazione abusiva da parte di un privato di una parte della spiaggia di Caprino.
Secondo il PS-PC occorre fare degli audit esterni per risolvere i problemi, ed occorrerebbe che il Preventivo della Città, a fronte di queste preoccupanti situazioni, prevedesse delle misure tangibili per evitare il ripetersi di situazioni ambigue o decisamente illegali.

Zone d’ombra rimangono per quanto concerne la Sotell. Nel Consuntivo 2018 ha annunciato dopo anni di discussioni che finalmente la Sotell, dal 2019, versa un contributo in modo trasparente alla Città pari a 300’000 Fr e paga le imposte su tale importo: lo conferma il preventivo 2020 a pagina 193, che indica anche in un importo totale di 150’000 fr di mandati diretti: poiché a Consuntivo 2018 il totale dei mandati diretti ammontava a 468’000. sorge il dubbio che esso sia stato ridimensionato per rispettare la legge. Il PS Lugano ribadisce in ogni caso che la Sotell, gestita gratuitamente dal direttore Eventi e congressi della Città, deve essere trasformata in un ente di diritto pubblico cittadino, che abbia una governance maggiormente trasparente.

E per finire questo intervento dobbiamo esprimere un convinto NO alla diminuzione del moltiplicatore d’imposta come strumento di propaganda permanente!
La Città di Lugano ha un indebitamento eccessivo verso terzi: le forze di centro-destra in CC preferiscono fare una politica elettoralistica abbassando il moltiplicatore (-2% nel preventivo 2018, un ulteriore -1% nel preventivo 2019, un ulteriore -2% proposto nel preventivo 2020), piuttosto che trovare una soluzione ragionevole e che guardi a medio termine. È incredibile che vi siano dei gruppi politici che non capiscono come l’ente pubblico debba mettere fieno in cascina nei periodi di vacche grasse per poterlo usare nei periodi di vacche magre e di necessità (si pensi anche all’emergenza climatica che potrà richiedere importanti investimenti). Il centrodestra ha respinto una mozione generica del PS, che proponeva di trovare delle soluzioni concordate per il risanamento del debito pubblico.
La riduzione del moltiplicatore 2018 dall’80% al 78% decisa dal centrodestra in Consiglio comunale ha comportato una perdita finanziaria di 6.5 milioni di franchi.
La futura riforma cantonale della fiscalità delle persone giuridiche andrà, secondo gli obiettivi del Consiglio di Stato, a ridurne sensibilmente l’imposizione, determinando pertanto una perdita di entrate per la Città, che il Municipio valuta in 5 milioni fr. annui dal 2020 e in 20 milioni fr annui dal 2025 (a parità di moltiplicatore ovviamente).
Non vi è nessuna crescita stabile del substrato fiscale che possa giustificare le riduzioni autolesioniste del moltiplicatore decise dalla maggioranza in Consiglio comunale nei preventivi 2018 e 2019.

La riduzione è un inutile regalo ai ricchi, che danneggia unicamente le finanze comunali, senza generare alcun vantaggio economico degno di rilievo per chi lo riceve e senza produrre alcuna dinamica economica positiva.
Per quanto riguarda le persone fisiche infatti l’effetto della riduzione di 2 punti di moltiplicatore nel 2018 per i 4/5 della popolazione di Lugano ha comportato un beneficio di non più di 8.- al mese; stessa cifra per quanto riguarda i 7/8 delle persone giuridiche di Lugano.

CONCLUSIONI

Il PS vuole perseguire una politica cittadina ambientalista, solidale e paritaria: si tratta di favorire la transizione ecologica dell’economia e del vivere sociale!
Il preventivo 2020 della Città non comporta sufficienti elementi di coraggio per perseguire una simile politica e rimane ancorato ad una visione passatista dello sviluppo e del benessere, che crea purtroppo inquinamento, esclusione e discriminazioni di genere.

Per questo motivo il PS invita a respingere i conti preventivi 2020 della Città.